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Chi dissimula la propria scrittura, o imita quella di altri, commette un falso.

 

Parliamo di Grafologia:

ho fatto il corso triennale di grafologia e la specializzazione biennale di perizia grafica....una materia molto affascinante! Francesco Caccetta

parte dei contenuti di questa pagina sono tratti dal sito http://www.grafologiagiudiziaria.it/

  1. Che cos'è la grafologia

  2. LA GRAFOLOGIA PER L'INVESTIGATORE

  3. Non esistono delitti perfetti...

  4. I testamenti e la Grafologia

  5. I documenti scritti sotto costrizione

  6. La falsificazione dei documenti

  7. La velocità della scrittura

  8. Falsificare una firma

  9. Scrivere una lettera anonima

  10. Falsificare una firma: il ricalco

  11. Falsificare una firma: lo stile "a mano libera"

  12. Il carattere dalla scrittura

  13. Che cos'è la scrittura

  14. Le tecniche della falsificazione
  15. il Saggio Grafico
  16. I Siti Italiani di Grafologia

    e se la cosa vi affascina, allora vi proponiamo:

     "Un po' di Storia della Grafologia"!


Che cos'è la grafologia

La Grafologia è una scienza umana, che dal solo gesto grafico di un individuo ci permette di conoscerne la personalità. Possiamo rilevare infatti, attraverso un approfondito esame della grafia, le sue doti innate, le qualità intellettive ed affettive, il suo modo di comunicare, di esprimersi, di rappresentarsi agli altri,ecc...
Nell'ottica grafologica, la scrittura rappresenta un comportamento espressivo come il camminare, il gesticolare, cioè un comportamento spontaneo, posto in essere inconsciamente senza controllo razionale e, proprio per questo, in grado di rivelare la natura intima dello scrivente.
Non esistono due grafie uguali pertanto, perché non esistono due personalità uguali, la scrittura è un elemento così individualizzante che anche quella dissimulata o contraffatta contiene sempre segni grafici distintivi di chi l'ha eseguita.

La Grafologia, in quanto scienza interdisciplinare, lavora a fianco di altre scienze quali la psicologia, la sociologia, la medicina, ecc. e trova la sua giusta collocazione in ogni campo sociale ove ci sia l'essere umano da conoscere e da capire.
Pertanto i suoi campi di applicazione sono vari:
1) Analisi di personalità, consente di pervenire ad una particolareggiata descrizione degli aspetti intellettivi, temperamentali, nelle dinamiche affettive - relazionali, degli interessi ed attitudini, al fine di una maggiore consapevolezza di se e di una positiva crescita personale.
2) Consulenza di coppia e familiare, comparando le grafie dei due partners, il grafologo ne individua affinità e compatibilità evidenziando le cause di eventuali disaccordi, conflitti e problematiche diverse, allo stesso modo, delinea il quadro complessivo delle relazioni familiari con particolare attenzione al rapporto genitori - figli sia nell'infanzia che nell'adolescenza.
3) Orientamento scolastico e professionale. Focalizzando le attitudini e le potenzialità individuali, il grafologo può indirizzare il soggetto verso una scelta di studi o di professione più idonea alle sue caratteristiche intellettive e comportamentali, tenendo conto di interessi, motivazioni e capacità.
4) Consulenza peritale. La perizia grafica giudiziale consente l'individuazione di falsi e di scritture contraffatte. Tale consulenza è mirata non tanto ad evidenziare l'aspetto psicologico che scaturisce dallo scritto, bensì allo studio del gesto grafico che, in comparazione con altri scritti, permette di risalire alla "paternità" dello stesso.
Un'attenzione particolare va poi rivolta all'applicazione della Grafologia in campo medico, soprattutto nella diagnosi precoce di disgrafie, dislessie, afasie, ecc..
Un'attenta analisi della scrittura, consente al grafologo di individuare la presenza di tali difficoltà, ancora prima che la disgrafia si manifesti.

spiegazione a cura di  Maria Pinna


LA GRAFOLOGIA PER L'INVESTIGATORE

alcune chicche interessanti, sulla Grafologia e sulla perizia.


Non esistono delitti perfetti...

"Non esistono delitti perfetti, ma solo investigatori distratti"

sentenziava il grande Sherlock Holmes.

E questa frase potrebbe essere messa come epigrafe della Grafologia giudiziaria, (o Grafoscopia): una disciplina che vanta già centocinquant'anni di storia.

Ma vediamo insieme qualcuno dei "casi" che si pongono quotidianamente al perito grafoscopico (o perito grafico, o grafologo, che dir si voglia).

Il più comune è certamente quello dei testamenti, che possono essere stati contraffati o scritti sotto costrizione.

Un aspetto intrigante della falsificazione dei testamenti è dato dal tratto tremolante, caratteristico della scrittura nella persona anziana, che il falsario si illude di potere imitare con successo e che, invece, non ha nessuna possibilità di superare un'analisi grafologica degna di questo nome.

Sempre a proposito di testamenti, occupiamoci di alcune caratteristiche della scrittura.

Un tratto grafico non è caratterizzato soltanto dalla forma che assumono le lettere ma anche dalla velocità con la quale queste sono scritte.

Solitamente la velocità di scrittura è massima nei tratti rettilinei (ad esempio nella asta di una "t") e minima in quelli circolari.


I testamenti e la Grafologia

I testamenti sono scritti solitamente da persone anziane, in molti casi affetti da gravi disfunzioni (disturbi visivi, artrosi, arteriosclerosi, demenza senile...) che influenzano non poco il tratto grafico.

In queste circostanze, col passare degli anni, la scrittura conosce una sempre più marcata trasformazione e questo può spingere qualche disinvolto familiare a scrivere di suo pugno un testamento da esibire dopo la morte dell'anziano.

Di fronte all'impugnazione del testamento da parte di altri potenziali eredi, il problema che si pone al perito grafoscopico è davvero complesso: ricostruire il ductus e cioè il tratto grafico dell'anziano defunto attraverso una serie di documenti spesso davvero limitati (ad esempio la richiesta di una carta di identità o una domanda presentata all'INPS anni prima per ottenere una pensione...).


I documenti scritti sotto costrizione

Ancora più difficile è il compito del grafologo quando bisogna verificare se il testamento è stato scritto sotto dettatura o sotto costrizione e, quindi, non esprimeva le reali volontà del soggetto (è stata questa una delle più appassionanti questioni del "caso Moro") o se il soggetto si trovava in una situazione psichica o neurologica da farlo ascrivere in quella categoria che il nostro Codice classifica come "persona incapace di intendere e di volere".


La falsificazione dei documenti

La casistica di falsificazione di testamenti è pressoché sterminata: gli annali della Grafologia annoverano perizie effettuate su testamenti contestati scritti da persone cieche o, addirittura da persone che non potendo utilizzare le mani afferravano la penna con la bocca (boccografia) o con i piedi (podografia) o che erano afflitte da malattie quali il morbo di Parkinson (che produce, com'è noto, continue contrazioni nelle braccia)... Eppure, anche in questi casi, esistono precisi metodi di indagine, codificati da decenni di indagini grafologiche capaci di giungere, al di là di ogni ragionevole dubbio, all'accertamento della verità.


La velocità della scrittura

Questa velocità di scrittura lascia delle precise tracce in quanto il segno lasciato dalla penna (sia essa una stilografica, una biro, una roller, una punta a feltro, una roller, un pennarello...) tende a restringersi nei tratti "veloci". Vi è da aggiungere, inoltre, che il tratto tende a slargarsi verso la fine del documento se questo è abbastanza lungo a causa del calore generato dall'attrito della punta sul foglio, ma questo ha importanza solo se ci si vuole accertare che il documento è stato scritto "di getto". Va da sè che questa velocità è influenzata da molti fattori (ad esempio, se il documento è stato scritto a letto o se la persona soffriva di artrite agli arti superiori) ma è una caratteristica rivelatrice e può essere rivelata analizzando la traccia lasciata dalla penna utilizzando una lente di ingrandimento o metodi più sofisticati quali il microscopio o la lampada di Wood


 

Falsificare una firma

Esistono innumerevoli modi per falsificare una firma o per scrivere una lettera anonima. I più banali sono certamente quello del ricalco , dello stile "a mano libera" o di inserire nel testo qualche errore grammaticale o ortografico per lasciar credere di essere uno straniero o una persona di scadente livello culturale.

Poi vi sono altri metodi molto più sofisticati che, forse, non è opportuno qui illustrare. Nonostante questi stratagemmi, chi scrive la lettera non potrà non lasciare nel testo la traccia che (se correttamente interpretata) porterà a lui.

Il sistema utilizzato per identificare dell'estensore di una lettera anonima è quello dello scritto di comparazione.

Se in sede giudiziaria, il magistrato detta il testo della lettera anonima alla persona imputata la quale dovrà trascriverlo su un foglio; successivamente il perito grafico, nominato dal tribunale, vaglierà i due scritti per emettere un responso.

Molto più spesso, comunque, quando sussistono esigenze di riservatezza (si pensi, ad esempio, al "classico" caso dell'impiegato di banca che tramite lettere anonime inviate alla direzione accusa delle peggiori nefandezze i propri colleghi o il proprio superiore) il giudizio avviene in sede extragiudiziaria e lo scritto di comparazione viene effettuato dall'impiegato sospettato alla presenza del solo responsabile della sicurezza e del perito grafico nominato, senza tanta pubblicità, dall'azienda.

Un altro aspetto dell'analisi delle lettere anonime, soprattutto di quelle minatorie finalizzate all'estorsione, è lo studio psicografologico finalizzato a tracciare un identikit psicologico e socioculturale dell'estensore.


Scrivere una lettera anonima

Raramente chi scrive una lettera anonima utilizza un normografo, una macchina da scrivere, una stampante per computer o incolla lettere ritagliate dai giornali (tutti sistemi dai quali, comunque, sia pure con una certa difficoltà, è possibile risalire all'estensore del testo) ma si ingegna ad alterare la propria grafia ad esempio utilizzando la mano sinistra (se abitualmente destrorso), scrivendo caratteri in stampatello o rovesciati o particolarmente grandi, impugnando la penna in maniera inconsueta, ritoccando il testo con un pennarello...


Falsificare una firma: il ricalco

Nel ricalco si pone il foglio con la firma che si vuole imitare sul vetro di una finestra, vi si sovrappone un altro foglio e su questo, seguendo la traccia che traspare, si copia. Va da sè che questo tipo di contraffazione difficilmente può passare inosservato. Il perché è da ricercare nella sostanziale "innaturalezza" della firma i cui tratti, dovendo seguire una traccia e non essendo, quindi, spontanei, risultano tremolanti, indecisi.

Ancora più difficile è il compito del grafologo quando bisogna verificare se il testamento è stato scritto sotto dettatura o sotto costrizione e, quindi, non esprimeva le reali volontà del soggetto (è stata questa una delle più appassionanti questioni del "caso Moro") o se il soggetto si trovava in una situazione psichica o neurologica da farlo ascrivere in quella categoria che il nostro Codice classifica come "persona incapace di intendere e di volere".


Falsificare una firma: lo stile "a mano libera"

Un altro sistema utilizzato dal falsario è esercitarsi a riprodurre "a mano libera" la firma che si vuole contraffare fino a quando, convinto di essersi appropriato dell'impronta grafica, scrive di getto la firma. Apparentemente questo sistema può apparire meno pericoloso del primo in quanto il tratto grafico appare "naturale" e quindi non suscita l'attenzione di chi (ad esempio, il cassiere di una banca) non conosce la firma originale; in realtà è un sistema suicida per il falsario in quanto la firma contraffatta, non solo non supererà una perizia grafica degna di questo nome ma, addirittura, rivelerà inevitabilmente in alcuni tratti la sua identità.


Il carattere dalla scrittura

Dallo studio di uno scritto, infatti, si possono ricavare parecchi dati che possono rivelare particolari alterazioni psichiche (ad esempio se l'anonimo è un relativamente innocuo mitomane o uno psicopatico deciso a realizzare le sue minacce) precise caratteristiche culturali, alterazioni fisiche (disturbi visivi, artrosi, arteriosclerosi...) le modalità nelle quali è stato scritto il testo... che possono essere di grande aiuto nella delimitazione della cerchia dei sospettati e nella valutazione della potenzialità della minaccia annunciata dalla lettera.


La grafologia, un tempo oggetto solo della curiosità di qualche dilettante collezionista di autografi , é entrata oggi a pieno titolo tra i mezzi più efficaci per l'esplorazione del carattere.

La conoscenza di se e delle proprie attitudini e potenzialità, l'orientamento scolastico, la selezione professionale, l'affinità di coppia, sono tutti aspetti per i quali la scrittura costituisce un osservatorio privilegiato: in essa proiettiamo infatti la nostra visione del mondo, il tipo di intelligenza, il modo di vivere le emozioni, la forza di volontà.

Imparare a leggere la scrittura, é un percorso difficile ma affascinante.


Che cos'è la scrittura


Sotto certi aspetti la scrittura potrebbe essere definita come una sorta di elettroencefalogramma che non si limita, comunque, a registrare gli impulsi elettrici del cervello ma può evidenziare, oltre ad alcune caratteristiche somatiche e psichiche, anche alcune patologie. Le prime osservazioni sul rapporto tra grafia e malattia risalgono al secolo scorso quando furono identificati i tratti grafici specifici di alcune patologie. Cesare Lombroso, il padre della Criminologia, rilevò, ad esempio, che i malati di cuore tendono ad apporre in una posizione del tutto particolare i puntini delle "i"; in Francia, nello stesso periodo, il grafologo Duparchy-Jeannez scriveva pagine memorabili sulla grafia dei tubercolotici o dei malati di fegato. L'affinarsi delle tecniche diagnostiche ha permesso agli studi di grafologia medica di meglio individuare i meccanismi fisiologici e patologici alla base di alcune particolari grafie e oggi la collaborazione del perito grafologico con il medico o lo psichiatra è una realtà consolidata in moltissime nazioni.


Siti italiani di Grafologia 

Grafologia giudiziaria

Grafologia psicologica

 
www.grafologiagiudiziaria.it
www.a-g-i.it
Appunti di Criminalistica
www.grafologia.it
ANCG - Associazione Nazionale Consulenti Grafologici 
Graphololy Digest Italiano
http://www.lascrittura.net
http://dadacasa.supereva.it/aloia/
http://www.isolab.it/perizie.html
psicologia giuridica
Italian Journal of Clinical Criminology
www.psicodetective.it
A.G.I - Sede della Calabria
Graphologia.com
http://www.solaris.it/Solaris/Grafologia/
http://www.upter.com/1999-2000/Corsi/salute/altri/grafologia.htm
http://www.grantam.com/grafologia/index.html
http://members.tripod.it/grafologia/
http://members.xoom.it/angela_/grafologia.htm
http://www.dada.it/grafologia/equilibrio/scrittura/siti.htm
Associazione grafologica per l'arte e la scienza 
AGAS Psicodiagnosi Infantile
http://space.tin.it/viaggi/eamico/grafologia.html
http://space.tin.it/scienza/sscarlas/
http://space.tin.it/salute/pcotogno/mainfold.htm
http://digilander.iol.it/maurodg/
http://www.mondoweb.it/cesgraf/
http://www.bariweb.it/Lamacchia/default.htm
http://www.uim-psico.org/
Psicologia della scittura

Le tecniche della falsificazione

Tra i sistemi utilizzati nella contraffazione di documenti il più banale è certamente il ricalco che, producendo uno scritto clamorosamente tremolante e indeciso, di certo non passa inosservato al perito grafologico. Nella contraffazione di lunghi documenti, invece, il sistema più utilizzato è quello “a mano libera”: il falsario, dopo avere acquisito alcuni tratti salienti della scrittura da contraffare ed essersi esercitato scrive il testo. Apparentemente questo sistema può apparire meno pericoloso del primo  in quanto  il tratto grafico appare “naturale” e quindi non  suscita particolare attenzione; in realtà è un sistema suicida per il falsario  poiché il testo contraffatto, non solo non  supererà una perizia grafica degna di questo nome ma, addirittura, rivelerà inevitabilmente in alcuni tratti l'identità di chi l'ha vergata. La diffusione degli scanner ha poi portato in auge un sistema fino a qualche tempo fa estremamente complicato nel quale le lettere componenti uno scritto venivano dapprima fotografate, ritagliate, riassemblate in un nuovo scritto e poi, con infinita pazienza e speciali pennelletti, vergate a ricalco. Oggi computer e scanner rendono rapidissima l’elaborazione del nuovo documento mentre la stampa di questo è affidata a speciali plotter che, variando il flusso di inchiostro, riescono a simulare una diversità di pressione.

Come smascherare un testo contraffatto

La professione di perito grafologico è fatta di esperienza, acume e capacità di osservazione ma, soprattutto, di continuo aggiornamento sulle tecnologie utilizzate dai falsari; come il sempre più diffuso laser che, con sbalorditiva precisione, permette di rimuovere le tracce di inchiostro, ad esempio dagli assegni e di apporre un nuovo importo o un nuovo nominativo. Per smascherare queste contraffazioni i metodi tradizionale di indagine in Grafologia (la lampada a raggi ultravioletti, la foto all’infrarosso, il microscopio stereoscopico…) non sempre sono sufficienti e bisogna ricorrere a strumenti più sofisticati come gli spettrofotometri a filtri o, addirittura, la microsonda protonica.

L’identità della scrittura

Ma cos’è l’identità della scrittura? Come è possibile riconoscere in grafie, inevitabilmente difformi, i tratti intrinseci che permettono di risalire alla persona o alle persone che le hanno vergate?  L’importante non è la “forma” delle lettere ma il Grundrhytmus, il ritmo, il “respiro”, della scrittura, che un falsario non può certo riproporre, limitandosi egli a riprodurre il “disegno” delle singole lettere e, se bravo, i legamenti tra le lettere e qualche altro elemento. Un altro importante elemento di indagine è l’analisi della velocità della penna sul foglio, in molti casi, evidenziata da grumi di inchiostro e/o da “zebrature” nel tratto. Vi è poi un aspetto particolarmente intrigante dell’indagine peritale: la contraffazione dei testamenti, nei quali il falsario si ingegna a riprodurre il tremolio, tipico della scrittura della persona anziana. Generalmente il falsario “occasionale” si tradisce realizzando un po’ dovunque un tremore energico e netto; se è particolarmente bravo, invece, punterà le sue attenzioni su un segno caratteristico: l’“attacco” delle iniziali di parola, che, nelle scritture di persone anziane,  risulta impastato, sbavato, più carico d'inchiostro, perché la mano instabile indugia notevolmente su di esso prima di iniziare il percorso.

La “mano guidata”

Un caso “classico” nella Grafologia giudiziaria è quello della “mano guidata” e cioè quando una persona, in qualche modo, “aiuta” la mano dell’anziano a vergare il testamento. Come è possibile capire se l’aiuto abbia effettivamente rispettato la volontà del soggetto o se, invece, è stato operato un plagio? Secondo la Grafologia giudiziaria si ha la “mano guidata” quando una mano estranea aiuta attivamente un soggetto, (pienamente cosciente, ma troppo debole per scrivere da solo) a scrivere senza forzarne la volontà  ma sostenendogli la mano e aiutandolo a rafforzare o integrare quei movimenti che costituiscono i percorsi della penna sul foglio. Le caratteristiche di una tale scrittura, sono relativamente modeste ma comunque individuabili. Generalmente nei tratti rettilinei discendenti vi è una composizione di forze dirette nello stesso verso, quindi un rafforzamento e un maggior sviluppo di essi. Alcuni studiosi segnalano in questi casi, l’ispessimento e l'allungamento anomalo delle aste discendenti, in particolare le gambine delle “m” e delle “n”. Ciò si spiega considerando che nelle due mani scriventi è presente l'impulso per la tracciatura del tratto già concepito a livello cerebrale, con la sola variazione del maggiore sviluppo rettilineo. Nei percorsi curvilinei, come connessioni, occhielli, anelli, invece, si generano conflitti tra le abitualità delle due mani, che danno luogo a malformazioni nei profili delle lettere, dilatazione degli occhielli, connessioni interletterali angolose, spazi esagerati, tremori, attacchi variabili. Quando, invece, la mano che guida s'impone con la violenza, il conflitto tra le due volontà si traduce in sforzi di tracciamento contrastanti che generano segni notevolmente confusi e affondamenti nella carta, (se il testo è stato vergato con una penna a sfera)  mentre quasi nulla rimane delle caratteristiche della scrittura del soggetto.

I grandi falsari

La storia della grafologia giudiziaria ha registrato esempi di testi contraffatti con una eccezionale bravura da falsari che riescono quasi ad “assimilare” il tratto grafico, quasi compenetrandosi nella psiche della loro vittima. Un falsario professionista non usa il metodo del ricalco, troppo facile da smascherare. Solitamente dopo aver impiegato giorni, se non addirittura settimane, per “fare propria” la grafia da imitare, poniamo una firma, e dopo avere analizzato i cinematismi che l’hanno prodotta, si esercita scrivendo dapprima sillabe, poi l’intera firma da imitare. A questo punto, ha due strade da percorrere: l’imitazione “lenta” (realizzata, cioè tenendo a portata d’occhio la firma originale) e quella “di getto”. Nel primo caso l’innaturale lentezza e la titubanza del tratto sarà rilevata da alcuni elementi quali, ad esempio, variazioni nello spessore del tratto e anomalie nella “colata” dell’inchiostro, rilevabili con il microscopio; nel secondo caso il falsario esperto, e cioè consapevole dell’impossibilità di riprodurre “di getto” tutti gli elementi di una firma, (connessioni interletterali, allineamento, filetti di inizio, punti di attacco delle lettere anellate, piccoli occhielli, “uncini”, svolazzi, paraffi, filetti di inizio, forma e posizione dei puntini…) volutamente ne trascurerà alcuni, sperando di mimetizzare le difformità tra la firma originale e quella falsa nella naturale variabilità della scrittura. Comunque, come tutti gli “artisti” anche il falsario professionista non è mai soddisfatto della sua opera e finisce sempre per aggiungervi qualche elemento che dovrebbe renderla più credibile ma che non sfugge ad una attenta perizia grafologica.

Di falso in falso

 È stato Lorenzo Valla a smascherare, nel 1440, quello che è certamente il più famoso falso della Storia: la cosiddetta “Donazione di Costantino”, un documento (“inventato”, probabilmente nell’VIII secolo, nel monastero francese di Saint-Denis) con il quale l’imperatore Costantino avrebbe messo nelle mani della Chiesa di Roma il potere dell’Impero romano. Nel 1898 Crépieux-Jamin, con una perizia che segna la nascita della Grafologia, scagiona Alfred Dreyfus: un ufficiale dell’esercito francese ingiustamente accusato di essere una spia tedesca. Nel secondo dopoguerra agguerriti grafologi smascherano uno dopo l’altro falsi “diari” venduti a peso d’oro a riviste e giornali: i “diari di Mussolini”, i “diari di Churchill” ma, soprattutto, i “diari di Hitler” che si rivelano essere il più colossale “bidone” giornalistico di tutti i tempi. Nel 1993 un altro sconvolgente documento: il diario di Jack lo Squartatore. È stato scritto o no nel 1888 da James Maybrick, un commerciante scozzese che avrebbe commesso i delitti sotto l’influsso di droghe, o è il più sofisticato falso mai realizzato? Ancora oggi, periti grafologici, storici, esperti in inchiostri…. cercano, invano, una risposta definitiva. Un divertente falso che, invece, non riguarda strettamente la Grafologia giudiziaria e che è stato definito “il falso più fesso di tutti i tempi” si verificò nel 1929 quando un sedicente trafugatore di tombe riuscì a vendere ad un - a dir poco -  ingenuo turista austriaco una moneta romana sulla quale si stagliava la data “76 a.C.”.

Come difendersi dagli assegni contraffatti

Assegni bancari. Ogni anno in Italia ne circolano 650 milioni. Oltre 500.000 sono falsi: un crimine da 10.000 miliardi realizzato fino a ieri con la scolorina, oggi con il laser.Come difendersi? Intanto compilando gli assegni con una penna a sfera (mai e poi mai con una stilografica o con una macchina da scrivere elettrica). Anche a costo di apparire paranoici, delimitate sempre l’importo e il destinatario con due sbarrette e aggiungete la dicitura “Non trasferibile”; ancora meglio, utilizzate uno dei tanti metodi anticontraffazione acquistabili in cartoleria (liquidi protettivi, inchiostri indelebili, strisce autoadesive…). Se spedite assegni via posta, (ma sarebbe più prudente il bonifico bancario) utilizzare sempre una lettera assicurata. Se proprio dovete accettare un assegno da uno sconosciuto, controllate almeno che i titoli non presentino cancellature o abrasioni, magari nascoste dietro timbri o numerose girate..


IL SAGGIO GRAFICO

Informazioni utili per magistrati e polizia giudiziaria

Come fare effettuare un saggio grafico

Il saggio grafico (che, laddove è possibile, dovrebbe essere integrato con scritti certamente vergati dal soggetto, ancora meglio se in una data antecedente a quella nella quale è stato prodotto lo scritto in contestazione) costituisce un elemento fondamentale dell'indagine grafologica. Sarebbe opportuno, quindi che la conduzione del saggio grafico venga svolta da un perito grafologico anche se  il Codice di procedura penale prevede, come è noto, che l'acquisizione del saggio possa essere condotta dal magistrato e dalla Polizia giudiziaria. Ad essi, ai quali non manca certo l'esperienza e l'acume,  sono rivolti questi semplici ma importanti consigli:

Intanto una precisazione. L'effettuazione di un saggio grafico da parte di una persona sottoposta a procedimento giudiziario può produrre una scrittura abbastanza difforme da quella normalmente scritta dal soggetto. Il perché è evidente se si considera lo stress che pervade il soggetto e che, di solito, produce nel tracciato grafico un "irrigidimento", una significativa  variazione nella velocità e, a volte, una certa variazione nel "disegno" delle lettere. E' da sottolineare che questa difformità (che in qualche caso può irritare chi sta dirigendo il saggio grafico) non necessariamente è un "indizio di colpevolezza"; anche un imputato innocente, trascinato in giudizio, infatti, può inconsciamente alterare la sua abituale scrittura.    Un saggio grafico, comunque, se ben condotto non potrà non fare emergere inequivocabili elementi che permetteranno al perito grafologo di svolgere una approfondita analisi. Bisogna, quindi, nella effettuazione del saggio rispettare alcune elementari norme che possono così essere sintetizzate.

La prima è: il saggio grafico deve essere sufficientemente esteso. In molti casi una paginetta con poche righe può non essere sufficiente in quanto il soggetto può mantenere un ferreo controllo che impedisce il pieno emergere degli automatismi tipici della scrittura. Per questo motivo, buona regola è fare scrivere al soggetto quante più pagine è possibile.

La seconda regola è: il saggio grafico non può limitarsi alla mera riproposizione di firme. Se oggetto del procedimento giudiziario è una firma e la persona sottoposta all'indagine è colpevole, infatti,  è possibile che essa sia sia in qualche modo esercitata a "disegnare" una firma notevolmente difforme dalla propria. Per questo motivo è fondamentale che il saggio preveda anche una, abbastanza lunga, parte di testo (ad esempio ordinargli di scrivere "Il sottoscritto XXXX ZZZZ nato a XXX  ZZZZ assistito dal mio avvocato XXX ZZZZ, si sottopone a saggio grafico nell'ambito del procedimento giudiziario XXX ZZZZ ....) che, probabilmente, potrà apparire al soggetto come una mera formalità burocratica ma che costituirà, invece, parte integrante del saggio grafico. 

La terza regola è: il saggio grafico deve durare un periodo di tempo abbastanza lungo; meglio ancora se il saggio contempla situazioni che "disorientano" il soggetto facendogli abbassare il livello di attenzione. Esistono a tal riguardo tutta una serie di "trucchi":  (fargli utilizzare dapprima una penna a sfera, poi una  roller, poi un pennarello..., interrompere momentaneamente il saggio con una serie di pretesti, chiedere di scrivere più lentamente o più velocemente, in stampatello o in corsivo, usare la mano destra o sinistra...) che, forse, innervosiranno il soggetto sottoposto al saggio, ma che certamente favoriscono l'emergere dei suoi più autentici tratti grafici.

 

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Questa pagina è stata aggiornata il 19/06/08.